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TANGLED IN THE WEB
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11月17日

Riflessione

Ieri sera, parlando con mio marito, ci siamo ritrovati a riflettere su un episodio passato al tg della sera due giorni fa.
Un signore polacco, arrivato in Canada per trovare sua madre, ucciso dai poliziotti con una pistola che immobilizza i muscoli provocando un terribile dolore a chi viene colpito dalla scarica.
Questo signore non sapeva parlare inglese e comunicava in polacco con le guardie che ovviamente non lo capivano e hanno preso la sua disperazione per aggressivita'.
Io ormai vivo da tre mesi qui e conosco per la verita' ben poco di questo paese, ma quel che so e' che davvero pochissima gente parla altre lingue oltre il polacco.
Ma questo non e' il punto o forse non e' il punto piu' importante. Il punto e' che siamo arrivati a tolleranza zero con tutti.
Ogni manifestazione al di fuori degli schemi viene catalogata come affronto personale, o peggio ancora come affronto all'intera umanita' e per questo punita in maniera categorica e senza appelli.
Nessuno si mette per un attimo il cappello degli altri per vedere il mondo dal suo punto di vista. Per cercare di capire una realta' che non e' la propria, e' diversa, ma pur sempre valida.
Mi ha colpito cosi' tanto il video, mi ha colpito soprattutto la disperazione e l'impotenza di quest'uomo la cui unica colpa e' stata quella di non avere un traduttore simultaneo o un vocabolario...
Buon week end a tutti.
 
11月15日

varsavia

Varsavia e' proprio una metropoli o quasi. E' come se fosse un polipone, dove la testa e' il centro con i suoi grattacieli ultramoderni e sofisticati, con ascensori mozzafiato superveloci, negozi che farebbero invidia anche alle piu' moderne capitali, e con grossi tentacoli, i quartieri che ruotano intorno al centro, anche loro con palazzi alcune volte molto moderni ma il piu' delle volte ancora legati allo schema russo, grossi blocchi grigi lunghi anche 200 metri.
Grosse centrali che servono a riscaldare le case sono sparse un po' dovunque in citta' e vi assicuro che mettono timore anche sono a guardarle. Ormai in Italia sono scomparse da molto, ma qui ancora sono funzionanti.
L'acqua di Varsavia non e' potabile. C'e' gente (i piu') che la filtrano e la bevono. Noi non ci cuciniamo nemmeno per la verita'. Andiamo avanti a forza di acqua minerale che qui si vende in taniche da 5 litri.
Il mio quartiere e' un quartiere residenziale, fortunatamente i palazzi sono tutti  o quasi a cinque o sei piani ed e' pieno di villette.
La cosa sorprendente e' che Varsavia nonostante tutto e' molto verde. Ci sono parchi sparsi dappertutto e la Vistola offre delle passeggiate spettacolari. I parchi sono pieni di scoiattoli. Ma non quelli americani che sono molto aggressivi e il cui colore ricorda un po' quello dei topi. Qui sono rossi proprio come Cip e Ciop. Sono festosi, molto amichevoli e giocherelloni. La mattina spesso quando accompagno mia figlia a scuola li vedo correre e giocare sugli alberi di fronte casa.
Ed e' sempre divertente cominciare la giornata cosi' :-)
La grossa differenza con l'Olanda e' che la gente non parla  molto l'inglese ed io finora sono andata avanti a gesti. Ma la gente cerca d'aiutarti in ogni modo. Qui se si va in un bar a prendere un caffe' si chiacchiera anche ad alta voce, si ride e si scherza. Sono molto simili agli italiani, anche se i polacchi stessi dicono che le persone di Varsavia non sono veri polacchi.
Sono rimasta molto impressionata dai grandi mall che ci sono qui.
Enormi giganteschi contenitori di negozi, cinema, piscine, bowling. Non basta una giornata intera per girarli. Ma capisco che l'inverno con le temperature rigide e' piu' facile vedersi con gli amici al caldo piuttosto che morire di freddo fuori.
Il cibo non e' male. Anzi! Piuttosto pesante ma gustosissimo. Le zuppe sono buonissime e la carne (soprattutto maiale) squisita.
Nota dolente il pesce... che io adoro ma non si trova molta varieta'. O meglio... quanto a pesci d'acqua dolce c'e' grande scelta, ma il pesce di mare, a parte il salmone, e' una rarita'.
Sfortunatamente io odio il pesce d'acqua dolce, cosi' ogni venerdi o quasi vado fuori Varsavia a rifornirmi in un grandissimo supermercato dove arriva pesce fresco dalla Francia.
Ho cosi' tante cose da raccontare che non so da dove cominciare. Questo intervento e' scritto a casaccio recuperando le idee qui e li'. Ma ora non ho molto tempo perche' devo scappare ... al mall  a pranzo con le italiane.
Percio' rimando il secondo capitolo a domani.
Buona giornata!
11月10日

ho fatto un casino

Ho fatto un vero casino col blog... ho cercato di modificare un po' di cose, ma essendo passato un sacco di tempo dall'ultima volta che l'ho aperto, non ho saputo lavorarci ... ci vorra' un po' prima che riesca a capire il meccanismo.
Aiuto...
11月9日

Cominciamo a parlare della Polonia

E' difficile cominciare a scrivere di un argomento di cui si conosce poco o niente. Ed e' difficilissimo parlare di un paese che non e' il tuo, che ti ospita da pochissimo tempo e del quale personalmente non conosci nulla o quasi.
La prima cosa che mi e' rimasta molto impressa e credo che rimarra' indelebile nella mia memoria e' stato nel viaggio che ci portava dall'Aia a Varsavia, il lungo interminabile serpentone di tir carichi di macchine incidentate provenienti dall'Europa dirette in Polonia piuttosto che in Bielorussia o in Estonia o magari in Lituania.
L'Europa dell'est... questa sconosciuta... che presto invece sono sicura imparero' ad apprezzare e forse chissa' anche ad amare come ho amato l'Olanda che mi manca tantissimo.
Quello di cui non sento per niente la mancanza e' il clima... A Varsavia ieri e l'altro ieri ha nevicato e nel week end nevichera' ancora. Le giornate sono cortissime. Alle tre e mezza il sole tramonta... la mattina pero' fa giorno circa un'ora prima che in Olanda. La differenza fondamentale e' comunque il sole! Quando il tempo e' bello e' bello e il sole dura tutta la giornata.
Addio quattro stagioni in un giorno solo!
Addio conteggio delle ore di sole in un mese. A proposito di sole... in Olanda (perche' comunque continuo a leggere le notizie olandesi tutti i giorni) dicono gli esperti ci sara' una grande, grandissima tempesta a fine novembre. Saranno allertate tutte le dighe. Era dal 1970 che non succedeva.
Peccato non esserci... mi sarebbe piaciuto andare a vedere il mare.
Nei prossimi giorni vi racconto di Varsavia e di come scorre la vita qui.
L'importante era spezzare il ghiaccio e far scorrere le dita sulla tastiera nuovamente.
A presto.
 
 
6月2日

Polonia

Ohhh... ho riaperto questo spazio perche' ci sono troppo affezionata. E' stato il mio personale e modesto contributo all'Olanda che presto lascero' per trasferirmi in Polonia.
La Polonia... questa sconosciuta... davvero non so niente... chissa' se qualcuno puo' aiutarmi a capire e ad inserirmi qui.
Ogni suggerimento e' benaccetto.
A presto
 
5月26日

Fine

Purtroppo per motivi che esulano dalla mia volonta' e con molto, moltissimo dolore sono costretta a chiudere questo spazio.
Questo blog all'inizio era solo un diario quotidiano ma piano piano e' cresciuto con la volonta' di far conoscere un paese troppo spesso associato solo alla liberta' di usi e costumi... ma c'e' tanto tanto di piu' da vedere in Olanda.
Oltre a questo e' stato un modo per raccontare un anno della mia vita.
E' passata tanta gente, alcuni si sono persi ... con molti di voi e' nata un'amicizia sincera che spero di poter coltivare e arricchire comunque.
Ci sono momenti in cui si fanno le cose (e il blog e' stata una di queste) con le migliori intenzioni del mondo e mai si potrebbe immaginare di creare un mostro che ti si rivolta contro.
Purtroppo io non sono un supereroe e non ho nessun potere per distruggere il mostro.
Percio' per non soccombere io stessa lo chiudo.
Grazie a tutti per la pazienza nella lettura, per i commenti e soprattutto per l'affetto!
 
 
 
 
 
QUESTO BLOG CHIUDE IL 28.5.2006
5月24日

S. Felis

Lasciata Tucupita ci siamo avviati verso San Felis dove ci aspettava una persona speciale.
Per arrivare in questa citta' bisogna attraversare l'Orinoco e il Caroni' a bordo di una zattera a motore.
Ce ne sono diverse che continuamente fanno la spola da una sponda all'altra. Alcune moderne che attraversano il fiume in pochi minuti ... altre molto piu' lente ma sicuramente molto piu' pittoresche.
La particolarita' di questo mini viaggio e' il colore dell'acqua. C'e' un punto, dove i due fiumi si congiungono, veramente spettacolare.
L'acqua bianca dell'Orinoco si mescola all'acqua scura del Caroni'. E' cosi' netto il punto e cosi' evidente il cambio di colore che vederlo sembra un effetto speciale di qualche film di fantascienza.
A San Felis ci aspettava mia nipote e sua mamma. Maria e' nostra sorella maggiore che io non ho mai conosciuto di persona ma della quale ho sempre avuto notizie da Paolo.
Inutile dirvi quanto emozionante e' stato l'incontro con lei e la sua famiglia.
Abbiamo passato la giornata con loro girando per la citta' e visitando una delle piu' grandi dighe venezuelane.
A malincuore abbiamo lasciato Maria ma dovevamo ripartire per prendere Antonio all'aeroporto il giorno seguente.
Durante il viaggio di ritorno verso la Guaira ci e' capitato un episodio spiacevole. Pioveva talmente tanto che la velocita' era molto ridotta. La strada era sommersa d'acqua e alcune macchine si erano fermate ostacolando le altre.
E li' ho fatto l'errore di tirare fuori la macchinetta fotografica per scattare una foto.
Sei o sette ragazzi usciti da non so dove hanno assaltato il pick up e con rabbia hanno cercato di prendere la macchinetta.
Istintivamente ho lanciato la macchinetta a mio fratello e chiuso il finestrino. I ragazzi per tutta risposta hanno cominciato a tirare sassi contro l'automobile. Paolo ha ingranato la prima (mica lo so se le macchine con il cambio automatico hanno la prima) ed e' schizzato via.
La macchinetta fotografica era salva ma la macchina di mio fratello era piena di bozzi.
Ma questo incidente nulla ha tolto alla bellezza del viaggio.
Nei giorni seguenti con Antonio abbiamo deciso di fare un salto alla Isla Margarita per vedere una delle parti piu' turistiche del Venezuela.
Per arrivare alla Guaira dove c'e' l'aeroporto di Caracas esistono due strade di cui una e' veramente molto pericolosa (nel senso che i quartieri che si attraversano non sono sicuri). Ma la strada sicura purtroppo e' stata chiusa perche' e' crollato un ponte. Il governo venezuelano allora ha aperto temporaneamente un'altra strada ... la trocha ma sfortunatamente e' crollata pure quella per le forti piogge.
A noi quindi non rimaneva altro che fare l'unica strada rimasta che era quella appunto sconsigliata anche dalla polizia.
Quando abbiamo detto al tassista che volevamo andare in aeroporto si e' fatto il segno della croce tre volte, ha chiuso le sicure e tutti i finestrini e alla velocita' massima consentita su quella strada ci ha portato alla Guaira.
Antonio voleva fermarsi a fare delle foto lungo il tragitto.. ma il tassista e' stato irremovibile.
La Isla Margarita ci ha accolto con un sole meraviglioso e una brezza gentile. 
Dicono che gli Olandesi siano i maggiori frequentatori e subito dopo gli italiani.
Noi non abbiamo incontrato nessun olandese per fortuna :-)
L'isola e' molto bella, le spiagge dorate, il mare limpidissimo. Non a caso Margarita era e forse ancora lo e' uno dei piu' grandi produttori di perle. Ma il vero Venezuela e' un'altra cosa...
Il nostro viaggio alla scoperta di questo paese per il momento finisce qui.
Da Margarita abbiamo ripreso l'aereo che ci ha portato direttamente all'aeroporto di Caracas dove abbiamo ripreso il volo per Madrid e per Amsterdam.
 
 
 
 
Indubbiamente questo viaggio restera' nella mia memoria per tutta la vita. E' stato un viaggio tanto desiderato ... e l'occasione inaspettata di poterlo fare l'ha reso un sogno reale.
A domani...
 
P.S.... tra le foto vedrete un mulino... non chiedetemi che ci fa un mulino in SanFelis perche' non lo so'. :-)
5月23日

Tucupita

Dopo la massacrante giornata a Caracas che ci ha visto protagonisti di un micidiale ingorgo (niente a che invidiare ai migliori "tappi" di Roma), la mattina dopo di buon ora (le 5 per la precisione) zaino alla mano e tanta voglia di conoscere la misteriosa Tucupita, siamo partiti a bordo della mitica "camioneta" (con una t sola) un bellissimo pickup color azul, alla volta dell'Orinoco.
Parlando con mio fratello facevamo il calcolo delle ore... circa 12 per arrivare a destinazione.
 
La distanza che separa Caracas da Tucupita non e' molta ... meno di 1000 km... ma le strade... a ripensarci mi viene male!
A parte che l'autostrada che collega queste due citta' e' in realta' ad una sola corsia, ma il manto autostradale e' in pessime condizioni. Le buche sono infinite e non sono segnalate... al massimo qualche anima di buona volonta' mette sulla buca un ramo d'albero. Cosi' la velocita' e' estremamente ridotta. Non si puo' andare a piu' di 80 km all'ora perche' si rischia la pelle nel vero senso della parola.
Lasciata Caracas e i suoi ranchos il verde della selva ci ha accompagnato per un centinaio di km.
Poi il paesaggio e' cambiato completamente.
Giganteschi cactus e una vegetazione tipicamente desertica ci ha tenuto compagnia fin quasi alla meta.
Il caldo era terribile. Abituata ad un clima nordico mi sono ritrovata a fare i conti con una temperatura di qualche grado superiore ai 40 e un'umidita' pazzesca.
A un certo punto del viaggio ho chiesto a mio fratello di fermarsi per cercare riparo in un autogrill o qualcosa di simile... cosi' mentre lui faceva benzina io ... speranzosa... mi sono avviata verso la costruzione che mi sembrava potesse essere un punto di ristoro con aria condizionata... delusione terribile!!!!
Gli autogrill... in realta' sono capannoni aperti con un lungo bancone e il caldo e' assolutamente identico a quello che c'e' in strada!
Per non parlare poi dei continui posti di blocco della polizia e i continui (ma dico continui!!!) caselli autostradali che sono il tormento di tutti gli automobilisti venezuelani. Il costo dei continui pedaggi e' di 200 bolivares (piu' o meno 10 cent di euro).
L'altra cosa interessante e' che a ogni casello autostradale c'e' il cartellone con l'immagine del governatore dello stato.
Per me tutti assomigliavano a Chavez (e qui so che mio fratello se legge... si fara' due risate). Stessa faccia.. uguale uguale... ma mio fratello diceva che erano tutte persone diverse :-)))
Comunque ... verso le 5 del pomeriggio finalmente siamo arrivati a Macreito (speriamo di averlo scritto esatto...) che da Tucupita dista una ventina di km.
In questo piccolissimo villaggio dove il tempo scorre con una saggia lentezza e dove la gente segnata dal lavoro nei campi sorride serena, vivono alcuni cugini che io non conoscevo.
Aleida, sua nuora e suo figlio ci hanno accolti come se ci fossimo salutati ieri.
L'ospitalita' e'  stata incredibilmente affettuosa.
Dopo una bella doccia e un'ottima cena (Aleida e' la cuoca della scuola di Macreito) distrutti ci siamo messi a dormire ... con il condizionatore d'aria che ha fatto veramente di tutto per disturbare il sonno... tanto che abbiamo dovuto cambiare stanza.
La mattina dopo sveglia presto... non ricordo l'ora ma era presto presto forse le sette... ottima colazione a base di arepa, uova e formaggio e semi di cacao.
Il cacao e' un albero delizioso. Con foglie grandi e lanceolate. I frutti sono ovali della grandezza di un mango piu' o meno e la particolarita' e' che cambiano colore al contrario quando maturano.
Nel senso che all'inizio sono rosso fuoco e uno penserebbe... sono maturi! E invece no... per raccoglierli bisogna aspettare che diventino arancioni.
Dopo un giro veloce in paese ci siamo diretti verso Tucupita.
Tucupita e' una cittadina che in realta' non avrebbe niente di speciale ma per me come per i miei fratelli, ha un significato particolare.
Mio padre quando arrivo' in Venezuela giovanissimo ebbe l'incarico rinnovare questa cittadina. Cosi' costrui' marciapiedi e case, restauro' la chiesa, fece il lungo fiume.
Papa' non e' mai piu' tornato a Tucupita... e per fortuna perche' oggi questa citta' non merita di essere visitata. La citta' e' molto degradata. Gli indios vivono ai margini del fiume, per letto scatole di cartone .. i piu' fortunati un'amaca... cucinano su fuochi improvvisati... si lavano e lavano le loro cose nel fiume. Intorno a loro rifiuti di ogni genere.
L'attrazione turistica del luogo e' la casa india... non commento ... commentano le foto (mi sono sentita a disagio come mai in vita mia, vivere in Europa e' un grande privilegio).
Lasciata Tucupita abbiamo iniziato in viaggio verso S. Felix dove mi attendeva una sorpresa ancora piu' grande!
Ma questa ve la raccontero' domani!
 
5月22日

palabras

QUE CHEVERE!
 
 
 
Questa e' una delle nuove parole che ho imparato in spagnolo.
In realta' la parola chevere (si pronuncia cevere) racchiude in se' un mondo intero.
Tutto quel che di bello e di buono ci possa essere.
Si usa per sottolineare che tutto e' a posto, che si sta bene, che una cosa e' ok.
 
Vabbe' per oggi va cosi'... domani chiudo il racconto del viaggio in Venezuela.
 
 
5月19日

Venezuela

La canzone che state ascoltando in sottofondo si intitola Venezuela.
Vi riporto il testo di seguito e la traduzione in italiano.
Attraverso le parole si scopre questo paese che in bellezza naturale penso sia uno dei piu' belli ma che purtroppo troppe volte e' stato ed e' ancora oggi mal governato.
 
Llevo tu luz y tu aroma in mi piel
y el cuatro en mi corazon
llevo en mi sangre la espuma del mar
y tu horizonte en mis ojos.
 
no envidio el vuelo ni el nido al turpial
soy como el viento en la mies
siento el caribe como una mujer
soy asi que voy a hacer
.
 

Soy desierto, selva, nieve y volcan

y al andar dejo estela

el rumor del llano en una cancion

que me desvela.

La mujer que quiero tiene que ser
corazón, fuego y espuela
con la piel tostada como una flor
de Venezuela.

Con tu paisaje y mis sueños me ire'

por esos mundos de Dios

y tu recuerdos al atardecer

me haran mas corto el camino.

 

Entre tus playas quedo' mi niñez

tendida al viento y al sol

y esa nostalgia que sube a mi voz

sin querer se hizo cancion.

De los montes quiero la inmensidad
y del rio la acuarela
y de ti los hijos que sembrarán
nuevas estrellas
.

Y si un dia tengo que naufragar
y el tifón rompe mis velas
enterrad mi cuerpo cerca del mar
en Venezuela
.

 

 

 

Porto la luce e il tuo aroma nella pelle,
  e il 'cuatro' in fondo al mio cuore.
  Porto nel sangue la spuma del mare,
  e il tuo orizzonte negli occhi.

Non invidio il volo nè il nido al 'turpial'.
  Sono come il vento nella messe.
  Sento il 'Caribe' quasi fosse una donna.
  Sono fatto così ...non c'è niente da fare!

 

Sono deserto, selva, neve e vulcano,
  e all'andare lascio la mia scia
  e il rumore del 'llano' in una canzone,
  che mi tiene desto.

La donna che voglio deve essere
  tutta cuore, fuoco e sprone,
  con la pelle abbronzata come un fiore
  del Venezuela.

Col tuo paesaggio e i miei sogni me n'andrò
  per questi mondi di Dio,
  e i tuoi ricordi all'imbrunire
  mi faranno più breve il cammino

Tra le tue spiagge restò la mia infanzia
  stesa nel vento e nel sole,
  e questa nostalgia che si sprigiona dalla mia voce,
  senza volerlo, s'è fatta canzone.

Dei monti voglio l'immensità
  e del fiume l'acquarello,
  e da te quei figli che seminaranno
  nuove stelle

E se un giorno io dovessi naufragare,
  e il tifone rompesse le mie vele,
  sotterrate il mio corpo vicino al mare
  del Venezuela.

 

 

Il cuatro e' uno strumento musicale a quattro corde... una piccola chitarra

Il turpial e' un uccellino venezuelano

Lo llano e' la pianura venezuelana

 

A domani...

 

 

 

5月18日

Caracas

Finito il week end a Sanandres, la mattina dopo ho preso il volo per Caracas.
Per entrare in Venezuela bisogna passare un bel po' di controlli di polizia. All'arrivo ho perso circa quaranta minuti davanti al funzionario della dogana che rovistava dentro la valigia e apriva tutti i pacchetti chiusi. Ha aperto perfino il mascara (cosa ci si puo' mettere dentro a un tubetto di mascara non lo so... m'e' rimasto questo dubbio atroce).
 
Tutto comunque e' passato in secondo piano rispetto all'emozione di rivedere mio fratello.
Paolo e' quello che piu' di tutti assomiglia a mio padre fisicamente.
Il timore all'inizio era di non riconoscerlo tra la gente che aspettava... ma era un timore infondato. Era esattamente come lo ricordavo l'ultima volta che l'ho visto.
Un lungo abbraccio, poche parole e via di corsa verso Caracas, dove m'aspettava il resto della famiglia.
Il pomeriggio e' passato ricordando l'infanzia che ci ha visti sempre separati ma con tante cose in comune e parlando del viaggio che avremmo fatto a Tucupita sul Delta dell'Orinoco.
Il giorno seguente ho affrontato Caracas.
Non e' una citta' facile, non e' davvero una citta' da scegliere come meta per una vacanza.
E' piena di contraddizioni, di violenza, di esasperazione. Il traffico e' caotico, fuori da ogni disciplina.
Il centro e' improponibile. Degradato, sporco, invivibile. La gente va in giro con la paura di essere scippata, ferita o uccisa.
Non esiste ordine, non esiste polizia, non esiste coscienza civica. Tutto e' abbandonato e corrotto.
Ci sono dei quartieri periferici che sono come oasi in mezzo al deserto.
Sono governati da alcune persone che sono decisamente contro il regime dell'attuale Presidente del Venezuela.
In questi quartieri la gente vive abbastanza tranquilla. La polizia vigila, i trasporti funzionano, i taxi sono sicuri, i centri commerciali lussuosi.
Ma sono piccole oasi. Il resto e' davvero un deserto.
Caracas e' una citta' con circa 9 milioni di abitanti. La maggior parte vive nei ranchos, piccole baracche di mattoni e lamiere, arrampicati sulle colline che circondano la citta'. Le baracche nascono e crescono continuamente. Non ci sono strade, spesso non ci sono fogne o acqua o energia elettrica.
Visitare questi posti vuol dire mettere a repentaglio la propria vita.
Si possono guardare da lontano, immaginando che vita possa condurre la gente che ci vive. Quale possa essere la dignita' personale, la cultura, il livello sociale.
La cosa che mi fa piu' rabbia e' che il Venezuela e' un paese ricco, e' uno dei piu' grossi produttori di petrolio, ha miniere di carbone, ferro, diamanti. Produce e vende energia elettrica e gas naturale.
Nonostante questo la gente e' povera.
E' una poverta' fuori controllo, triste, che morde chiunque le passi vicino. E' come un cane rabbioso.
E questo che ho scritto non lo sa quasi nessuno.
Attraverso le poche foto che ho fatto (era troppo pericoloso portare la macchinetta fotografica. Le foto sono state fatte in macchina, mentre giravamo per la citta') forse vi potrete rendere conto della situazione che vive la gente di Caracas.
E non solo Caracas purtroppo.
Spero che prima o poi Paolo legga quel che ho scritto... pc permettendo... e commenti anche lui :)
.... continua
 
A domani!
 
 
 
5月17日

Sanandres

Riprendo a scrivere raccontandovi un po' di Caraibi. L'isola di Sanandres e' situata al largo delle coste colombiane molto vicino al Nicaragua.
Di sorprendente bellezza naturale, con spiagge mozzafiato che incorniciano un mare spettacolare per colore e limpidezza, l'isola e' un vero paradiso terrestre.
La gente e' molto ospitale e molto allegra. La musica e' una costante giorno e notte.
Con un'oretta di volo da Bogota' ci si ritrova in un'oasi di colori, di profumi e di luce.
L'aeroporto e' piccolino e la pista d'atterraggio e di partenza e' una sola e sembra finisca nel mare.
Cosi' quando l'aereo atterra... pare davvero che il limite tra terra e mare sia terribilmente sottile e se non fosse per la bravura del pilota certamente si finirebbe in acqua.
Abbiamo passato due giorni bellissimi riempiendoci gli occhi di cose mai viste e cosi' lontane da quelle che siamo abituati a vedere.
Meglio delle parole... possono le foto!
 
 
 
 
Sono tornata! Grazie a tutti per l'affetto costante.
 
 
 
 
4月28日

a continuacion

Una delle cose che piu´ mi ha stupito e mi ha lasciato molto perplessa e' la facilita' di guida che hanno qui a Bogota'... ma forse e' tipico di tutta l'america latina.
Non c'e' verso di mantenere la corsia. Si deve zigzagare... e' d'obbligo! Immaginate che tortura e' per me che soffro la macchina (... soffro tutto veramente anche l'altalena) girare per la citta'.
Mantenere la destra e' un optional.
La gente che suona il clacson poi... e' una piacevole routine.
Tantissime le biciclette. Qui ci sono piste ciclabili da far invidia per fino agli olandesi. Ma... le bici hanno libero accesso anche in autostrada... e li' vi lascio immaginare che succede.
I trasporti pubblici sono veramente incredibili.
Il transmilenium.. un'opera gigantesca, colossale, entrato in funzione da poco tempo, collega tutta la citta' attraverso dei pullman doppi rosso fuoco!
Le fermate hanno dei cristalli che dividono l'autobus dai passeggeri in attesa e che si aprono solo quando il pullman e' fermo.
Gli autobus che raccordano i passeggeri al transmilenium sono pittoreschi!
Tutti colorati, piccoli piccoli, con tutti i rivestimenti in pelle e con il guidatore che e' separato dal resto degli occupanti da un vetro abbastanza spesso. Per entrare dentro l'autobus e' necessario fare un po' di contorsionismo. L'accesso infatti e' consentito solo attraverso un meccanismo girevole simile a quello che si deve attraversare per entrare in un supermercato!
I taxi sono gialli... ma non e' consigliabile fermarne uno per strada. E' sempre bene rivolgersi in hotel e farsene chiamare uno di fiducia.
Le case... quelle moderne... sono attraversate e circondate da cancelli e filo spinato. Le finestre molto grandi si aprono solo per un quarto e sono con le grate.
In tutti i condomini ho visto guardie private che vigilano sull'accesso della gente.
Anche nei parcheggi pubblici ci sono i vigilantes con o senza cani ... ma la cosa strana e' che i cani sono con la museruola. Quando si entra in un parcheggio spesso controllano le macchine con gli specchi sotto la vettura per evitare che ci siano bombe nascoste.
Nei ristoranti... quelli piu´eleganti si viene controllati e perquisiti.. per lo stesso motivo.
I grandi magazzini ... sono giganteschi! In Olanda non esiste niente di simile. In Italia... e' tanto che manco ma proprio non mi ricordo di aver mai messo piede in un supermercato come quelli di qui.
C'e' una tale varieta' di prodotti da far invidia a chiunque.
Nonostante la citta' sia sotto il controllo costante della polizia devo dire che l'impressione e' stata veramente ottima perche' la presenza e' molto discreta.
La Colombia e' famosa per gli smeraldi... Andando in centro per la via principale m'e' capitato di assistere ad una cosa curiosa.
Un capannello di gente che si scambiava cartoccetti dove dentro c'erano ovviamente pietre per il valore di chissa' quanti euro. Ma... non che  i prezzi siano cosi' a buon mercato... abbiamo provato a chiedere ma decisamente sono fuori portata!
E' stato bellissimo pero' vedere tutto sto verde... che passava e ripassava sotto gli occhi miei e di Antonio.
@Vincenzo mi diceva di parlare di poverta´.
Devo dire che l'ottimismo di queste persone supera di gran lunga lo sconforto di non aver le cose..
Anche quando ti fermano ai semafori per venderti le cose piu´improbabili .. dalle caramelle ai biscotti passando per le famose gomme americane... la gente ti saluta, e con modi molto affabili ti chiede se le compri qualcosa. Se non lo fai loro comunque ti ringraziano e ti salutano.
E' una popolazione tanto dignitosa, molto serena anche se con una piaga micidiale che e' il terrorismo.
Proprio ieri hanno ucciso in un attentato la sorella del vecchio Presidente della Colombia.
E' uno stato che reagisce, che vuole che il paese progredisca e si allinei al resto del mondo.
Io personalmente ci verrei a vivere!
Bogota' e' una citta' enorme ma e' circondata da monti che sembrano panettoni verde scuro intermezzato da chiazze di verde brillante.
E la sera.. quando il sole tramonta verso le 6 del pomeriggio (qui siamo verso l'equatore.. quindi 12 ore di luce e 12 ore di buio) si accendono le luci sulle colline.. e sembrano tanti piccoli presepi.
Un piccolo monastero domina Bogota´.
Il Monasterio di Monserrate al quale si accede attraverso una teleferica mozzafiato!
In cima alla piccola montagna si gode una vista della citta´spettacolare.
Ed e' li' che ho assaggiato le arepas... che sono a dir poco squisite. Ripiene di pollo, o carne o formaggio sono assolutamente da provare.
La chiesa del monastero e´semplice e molto raccolta. Molto spettacolare e´la via crucis che si snoda attraverso un bosco di piante mai viste.
 
Una settimana non e' stata sufficiente per vedere tutte le sorprese che riserva questa citta'.
 
Ora vi lascio... l'ora e' passata e tra una manciata di secondi si disconnette tutto.
Mi collego spero nel week end per raccontarvi ancora...
Chissa' se vi siete stufati... ahahhahahahha
Un abbraccio a tutti tutti
 
 
4月27日

Diario

Per prima cosa vorrei rispondere ad @Angelo.
Il bochete nella laguna di Guacavita e' l'apertura che hanno procurato gli spagnoli al lago a forza di picconi e pale... per trovare il famoso tesoro dell'El Dorado che ha definitivamente contaminato la purezza del lago... in senso squisitamente spirituale.
Il nostro bochete quello che abbiamo nel cuore e' inteso come egoismo, incapacita´di vedere oltre il proprio naso e che non ci permette di cogliere l'anima del mondo.
Tutti mi chiedono della frutta... io ve la porterei se potessi. Qui i succhi di frutta vengono serviti in una bottiglia da un quarto (quelle del vino per intenderci) diluiti in acqua o latte.
I gusti sono tantissimi.. dalle more al mango, passando per l'ananas, papaya, mandarini, arance e altra frutta squisita ma che davvero da noi non si trova.
Le papaye comuni pesano quanto un'anguria... ci si mangia per una settimana!!!
Un'altra cosa divertente e' come servono il caffe´. A parte che il sapore e' buonissimo! Lo servono in tazze grandi.. con due bustine di zucchero e per cucchiaino una cannuccia!!!
Parlando ancora di Bogota´...
Il quartiere piu´antico e piu´bello tutto in stile coloniale con le case basse ognuna di un colore diverso e´la Candelaria. Oggi e' diventato il centro dove tutti i giovani si ritrovano perche' e' li' che hanno sede le facolta' universitarie. E' un brulicare di gente da mattina a notte inoltrata.
Veramente un incanto!
La piazza Simon Bolivar e' la piazza dove ha sede il parlamento e dove c'e' anche il palazzo presidenziale. Sembrava di stare a Piazza San Marco a Venezia. E' pienissima di piccioni... l'unica differenza e' la presenza massiccia di polizia ahime'.. ma senza quella purtroppo non si potrebbe nemmeno scendere a prendere un caffe´.
Attorno alla piazza ci sono diversi musei interessanti.
Uno di questi... io credo uno dei piu´belli che abbia mai visto e' il museo dell'oro.
Non ci sono parole per descrivere la quantita' di pezzi assolutamente magici e preziosi che sembrano prendere vita all'interno delle teche nelle diverse sale del museo e che spiegano in maniera chiara e semplice la storia dell'america latina.
E fin qui ... e' solo descrizione...
Finita la visita al museo.. ci siamo attardati cinque minuti nella sala dove erano a disposizione dei computer per meglio poter vedere dove e come erano stati ritrovati i pezzi esposti.
Cosi' seduti su una comoda panchettina io e Antonio ci siamo messi a leggere le istruzioni sul video...
E qui viene il bello... é' proprio vero quel che si dice.. Dio li fa e poi li accoppia!
Comunque... leggendo le istruzioni c'era scritto di cliccare sull'argomento che interessava.
E abituati ai toutch screen olandesi ... ci siamo accaniti un buon cinque minuti sul video... alla fine Antonio ha detto.. e' rotto dai.. non funziona..
In quel momento e' apparso dal nulla un ometto... il quale ci ha fatto gentilmente notare che bisognava cliccare con il mouse e non cliccare col dito sullo schermo...
Ci siamo sentiti morire.. anzi io mi sono sentita morire.. Antonio con grande padronanza ha chiarito che eravamo stranieri abituati ad un altro tipo di rapporto col pc ahahahahhahaha!
Ci sono quartieri in Bogota´completamente ricostruiti alla moda europea o statunitense.
Grande ordine, grandi costruzioni, tanto lusso...
Ieri sera siamo stati a mangiare in un ristorante dove la caratteristica principale era che la terrazza con i tavoli ruotava...Tutto in stile marinaresco... anche i camerieri eravano vestiti come gli ufficiali di bordo di una nave.
Osservare il panorama cambiare poteva essere affascinante per chi non soffre.. per me e' stato un tormento anche perche'.. dove guardavi guardavi girava tutto...
E la musica??? Ovviamente il Titanic ahahahhaha!
Spero domani di andare a vedere l'orto botanico. Uno dei piu' belli dell'america latina e di raccontarvi un po' di cose.
Qui la connessione sta lentamente disintegrandosi... e non credo di avere tempo per passare da voi.
Ma sappiate che mi mancate tutti e per me e' un piacere raccontarvi le cose e farvi sentire un po' in vacanza anche a voi.
Tanti baci e un abbraccio fortissimo a tutti!
 
 
4月23日

Diario di bordo

Ciao a tutti!
Rieccomi qui... per gli aggiornamenti del caso ;-)
Spendendo ancora qualche parola sulle stranezze in aeroporto... io sono arrivata alla conclusione che gli italiani sono gli unici che fanno le valigie per bene... nel senso che fanno le valigie con un criterio e mettono i vestiti e quant'altro con ordine.
A Bogotá`obbligatoriamente a tutti aprono i bagagli e controllano con meticolosita' quello che c'e' dentro.
Ora... aspettando la mia valigia (che come ho detto era rimasta a Madrid... a proposito e' arrivata!!!) e osservando quel che succedeva intorno mi sono soffermata a guardare gli altri passeggeri che aprivano le valigie di fronte alla polizia per il controllo.
Voi  non avete l'idea di come mettono i vestiti.. io penso che come minimo si portino un ferro da stiro da viaggio perche' cosi' come li ho visti io erano immettibili...
Comunque... passando ad altro...
Siamo stati a vedere uno spettacolo di danze latino americane... Io conosco solo la salsa, il merengue e la bachata. Orbene ... l'elenco di balli sudamericani e' infinito! Sono tutti bellissimi, da quelli caraibici a quelli andini. I vestiti sono vivaci ... grandi e lunghe gonne a balze che coprono una sottoveste ricca e ricamata. Corpetti attillati, cappelli che fanno parte in maniera prepotente della coreografia dei balli.
Un'esperienza incredibilmente allegra!
Ho scoperto che il venerdi a Bogota' e' il giorno in cui ritirano la spazzatura (tre volte a settimana). La sera ... all'imbrunire... la citta' si riempe di centinaia di carretti trainati a mano o da piccolisssimi asinelli. Le persone rovistano sacco per sacco in cerca di carta, cartone, plastica... e faticosamente una volta riempito il carretto si avviano ai centri di raccolta.
Altro che Olanda o Italia... qui per recuperare qualche pesos si fa questo ed altro. La poverta' e' tanta e fa spavento.
Ieri siamo stati alla laguna di Guacavita... chi non ha sentito parlare del famoso tesoro del El Dorado.
Ecco io non posso mettere le foto qui purtroppo... ma appena torno vi faro´vedere che magia di posto era.
A parte la vegetazione... piante e fiori mai visti.. la fauna... passeggiare tra i colibri´ e piccoli uccellini colorati... i colori del lago che andavano dal verde all'azzurro... ma la cosa piu' mitica ... salire ste 159 scale per arrivare alla cresta del monte per ammirare la laguna.
Se fosse stata un'altezza normale... beh io non avrei avuto tanti problemi se non forse per il fatto che le salite per me sono allucinanti... ma oltre questo metteteci anche che eravamo ad un'altitudine di 3.100 metri sul livello del mare.
Ogni scalino era come se qualcuno t'avesse dato una martellata in testa!
Pero' ne e´valsa la pena.
Domani vi raccontero' la leggenda della povera Magdala... e del re che e' poi diventato famoso per il suo tesoro.
Del sole, del cerchio, della rana, dell'albero della vita e della madre terra, del bochete che ognuno di noi ha nel suo cuore e che ogni giorno diventa sempre piu´grande e piu´forte e che non ci permette di vedere al di la´delle nostre ragioni personali. Leggende indie davvero interessanti e che fanno riflettere.
Una sola parola sul cibo!
Magnifico! Sono stata in un supermercato... non si puo´descrivere la quantita´di frutta e verdura che hanno. La frutta... papaya, mango, ananas, arance, mandarini e queste sono quelle che gia´conosco.. ma le altre... di cui non ricordo nemmeno il nome.. ve le faro´vedere in foto.
Ora vi lascio... provo a passare da voi per i 10 minuti di connessione che mi rimangono.
Oggi vado a vedere il museo dellóro. Vi raccontero´domani.
Un abbraccio a tutti!
 
 
4月21日

il viaggio

Sono collegata per miracolo... prima che si sconnette... vi racconto del viaggio.
Abbiamo messo la sveglia alle 5 e mezza perche´ il taxi per l'aeroporto ci avrebbe preso alle sei e un quarto.
Ovviamente nessuno ha sentito la sveglia... e cosi' quando finalmente ci siamo svegliati ci siamo catapultati di sotto.. alla bell'e meglio... fatto colazione, chiuso le valigie, baciato figlie e mamma e ci siamo avviati verso schiphol.
Mentre uscivamo dall'Aia una papera s'e' messa sul nostro cammino e il tassista ha fatto veramente un'acrobazia per schivarla... mettendo a dura prova il mio stomaco.
Arrivati a schiphol c'imbarchiamo puntuali e puntuali arriviamo a Madrid, dove dovevamo prendere la coincidenza per la Colombia all'incirca dopo un'oretta.
Antonio ... foto di qua', foto di la'... libreria... ricerca di un bar... e intanto il tempo passava. Finche' a un certo punto alzando gli occhi verso il tabellone del nostro gate d'imbarco ci rendiamo conto che ci volevano ben 22 minuti per raggiungerlo.
Apriti cielo!!!!
Corri corri.. che senno' non arriviamo in tempo... Ma che vuoi correre alle otto di mattina... io non corro mai... nemmeno in situazioni critiche.. non e´elegante!
Comunque a passo spedito arriviamo alla fermata di un trenino...
Antonio dice.. Ecco.. lo perderemo l'aereo. Chissa' quanto ci vuole. Quando passa il prossimo.
Per fortuna la dea bendata ci ha aiutato e con un po' di fortuna siamo arrivati in tempo.
Sistemati al posto assegnato purtroppo ci siamo resi conto che eravamo sull'ala. Quindi niente foto e niente panorama.
Le ore.. ben dieci.. sono trascorse tranquille. Io ho recuperato un po´di sonno e Antonio ha letto.. mangiucchiato qualcosa e guardato la tv.
Siamo arrivati puntuali!
Il tempo a Bogota´ era non male. Sui 18 gradi nuvolo ma la temperatura veramente gradevole.
L'aeroporto e' piccolino, niente a che vedere con Amsterdam o Roma.
Al ritiro bagagli non poteva mancare una sorpresa.
La mia valigia era rimasta a Madrid.
E cosi' oggi mi ritrovo vestita come sono partita a parte una maglietta e un paio di slip che abbiamo comprato non appena arrivati in albergo.
La valigia dovrebbe arrivare stasera.. almeno spero.
Oggi abbiamo fatto un giro in centro. La citta´nonostante sia un cantiere vivente e' abbastanza pulita. La poverta' ti sfiora ad ogni angolo di strada.
Sono indietro di parecchio.. come era l'Italia negli anni cinquanta.
Vi diro´un'ultima cosa ... ieri per mangiare abbiamo speso la bellezza di piu' di centomila pesos... che tradotti in euro sono all'incirca 30.
Non posso passare da voi perche´ la connessione e' troppo lenta @ Fab.. come ti capisco adesso...
Mi ricollego domani per descrivervi ancora e parlarvi del fuso orario...
Vi lascio un abbraccio grandissimo a tutti!
Dalla Colombia...
besos fuertes a todos
Ely
4月18日

Venezuela

Domani parto per un viaggio che per me e' un po' tornare alle radici.
Colombia e poi Venezuela.
In Venezuela incontrero' mio fratello che si puo' ben dire che e' una vita che non lo vedo e vedro' finalmente la terra che ha ospitato mio padre quando lascio' l'Italia all'eta' di 17 anni.
Mi terro' in contatto con voi in qualche modo cosi' da potervi raccontare quel che vedo.
Un abbraccio a tutti.
Passo da voi per i saluti!
Hasta pronto!
 

Impressioni!

Sono un po' in ritardo per raccontarvi la serata di ieri... ma con Vincenzo oggi abbiamo girato... e girato... e girato.
Adesso ha raggiunto Rotterdam... ma ci rivediamo lunedi per passare ancora una giornata insieme!
E adesso veniamo a ieri sera....
In tavola era pronto alle 19.30 proprio per mangiare in tranquillita' ed essere operativi alle 21 in punto per seguire Capo in diretta e per scambiarci le impressioni con il resto della squadra che ha partecipato alla sorpresa.
Ma... mio marito ... e' arrivato in ritardo cosi' abbiamo cominciato a cenare alle 20.
Comunque... tirando un pochino alle nove eravamo gia' al pc... collegati con Radio Time in attesa di sentire Capo.
Comincia la trasmissione.. e la prima sorpresa e' stato vedere il blog dedicato a Gio'. Responsabile dei video e' stato @Vincenzo. Tutti i commenti lasciati da noi... e le parole di Capo.
La seconda sopresa e' stata la canzone!
Fautore dell'assemblaggio e' stato @Walter. Grazie!
La trasmissione e' proseguita poi con un'altra sorpresa... per Vincenzo da parte di Rosangela.
E qui .. vedere Vincenzo seduto incredulo sulla poltrona mentre Capo spiegava il perche' di quella dedica... immaginare Rosangela a Milano ... beh e' stato emozionante. Essere partecipi di una gioia cosi' grande e' sempre coinvolgente.
La trasmissione e' proseguita ascoltando brani bellissimi, scelti con cura e con tanta passione.
Nel frattempo a casa mia io e Vincenzo eravamo in contatto con gli altri della squadra.
L'unico assente... Walter.. e tutti si chiedevano che fine potesse aver fatto.... ma .... era assente per un motivo ben preciso...
Eravamo in conversazione con tutte... Anna, Elisa, Manu, Ross, Rosangela, Fab... e per un attimo... o forse di piu' c'e' stato un po' di casino. Ognuno parlava e non si capiva gran che'. Solo tanta allegria!
Viene fuori l'idea di chiamare Capo in diretta alla radio.. e hanno scelto me...
Cosi'... ho parlato con lui. Dirvi che non sapevo che dire era poco. Mi sembravo una ragazzina alle prese per la prima volta con un cono gelato.
E' stato bellissimo.. mio marito s'e' divertito a filmare quei momenti.. io in piedi con in una mano la cornetta del telefono e con l'altra gesticolavo.. e gesticolavo. Chissa' forse per rafforzare il fatto che stavo facendo una telefonata con una persona che ascolto tutti i giorni e che ravviva le mie giornate olandesi.
E' stato davvero divertente. E il gioco di squadra incredibile.
L'ultima sorpresa ce l'ha riservata Walter.
Ha registrato la trasmissione e ha messo online le impressioni di Capo e la mia telefonata.
Se volete farvi due risate... clikkate qui!
Il resto ... e' storia!
Un abbraccio e a domani!
 
4月13日

Trentennale

E il domani e' diventato l'oggi!
 
TANTI AUGURI CAPO!

4月12日

Partenze

Leggendo in giro... tra gli amici di blog c'e' un fermento strano... gente che parte, gente che arriva... qualcuno che aspetta... domani...
Anch'io aspetto domani.
Domani arriva @Vincenzo, il primo che ho conosciuto realmente in questo mondo virtuale.
Parlavo ieri con una nuova amica e chiacchierando sulle impressioni che si hanno quando ci si conosce attraverso le parole scritte.. come ci si possa fare un'idea non sempre esatta di chi hai di fronte. Con Vincenzo la prima impressione e' stata di una persona pratica e senza fronzoli.. alcune volte anche abbastanza duro.
Quando invece hai davanti la persona e osservi i suoi gesti, ascolti la sua voce, condividi magari un piatto di spaghetti... allora e' diverso. Hai la possibilita' di renderti veramente conto che la durezza era soltanto mancanza di tempo e che i fronzoli.. in realta' non servono. L'importante e' essere se stessi sempre nel virtuale e nel reale.
Vince'... t'aspetto domani. E spero davvero di sorprenderti in qualche modo...
(Portati le scarpe da ginnastica... capisc'amme!)
Agli altri che aspettano.. anzi per la verita' all'unico che sta aspettando... coraggio!!!! Mancano poco piu' di 24 ore... e che sara' mai!!!
Non ti far venire l'ansia....
Ai miei compagni di squadra... un abbraccio speciale!
Non dico altro ... MUTA SONO ... fino a domani!
 
 
4月11日

...

La tempesta è capace di disperdere i fiori
ma non è in grado di danneggiare i semi.

"Self-Portrait" K. Gibran

4月10日

Tulipland

Tempo fa parlai del famoso Panorama Mesdag che si puo' ammirare qui all'Aia.
Esiste un altro panorama. Panorama Tulipland in Woorhout.
Leo Van de Ende inizio' il suo lavoro nel 1997. Finora ha dipinto una tela di 62 metri di lunghezza e 4 di altezza descrivendo i campi di bulbi olandesi di circa cinquanta anni fa.
L'atmosfera all'interno e' piacevole... rigorosamente olandese: silenziosa quanto basta, gli unici suoni sono il rumore delle tazzine e le spiegazioni della guida e forse... il pennello dell'artista che davanti ai vostri occhi continua a dipingere il panorama.
Il lavoro di Van den Ende terminera' nel 2010 in primavera.
Accanto alla gigantesca tela c'e' una straordinaria raccolta di antichi attrezzi per la lavorazione dei bulbi.
Per finire ... se avete tempo potete approfittare di uno dei numerosi workshop sulle composizioni floreali.
Se volete saperne di piu'...
c'e' anche la versione inglese.
Quest'anno sara' aperto dal 21 marzo al 28 maggio!
A domani
 
 
 

Polizia

Questa mattina, come tutti i venerdi, sono stata al mercato.
Tornando indietro, verso casa, ero in fila al semaforo.
Una macchina della polizia era dietro di me... non proprio dietro di me .. due macchine dietro.
Immaginate la scena... io immersa nei miei pensieri mentre aspettavo pazientemente che scattasse il verde.
Il signore dietro di me... fermo anche lui.
Scende il poliziotto e comincia a fare una ramanzina al signore perche' s'era fermato troppo vicino alla mia macchina.
Non contento il poliziotto incrocia il mio sguardo nello specchietto retrovisore e si avvicina.
Io tra me e me... boh non c'e' niente che non vada... mi sembra che mi sono fermata sufficientemente lontano da quello davanti a me. Ho la cintura allacciata, sono in folle, il cellulare e' nella borsa... che devi temere?
Si ferma davanti a me e mi fa cenno di abbassare il finestrino.
Con calma chiedo se posso fare qualcosa per lui... e lui per tutta risposta mi dice piuttosto seccato che ho la borsa aperta sul sedile accanto al guidatore... Io me lo guardo... e gli dico si.. e' vero. Chiedo se e' vietato per la legge olandese... lui mi risponde che potrebbero aprire la portiera e rubare la borsa e questo significherebbe maggiore lavoro per le forze di polizia che sarebbero impegnate anche a cercare la mia borsa oltre che arrestare i delinquenti. Mi suggerisce di chiudere la borsa e metterla per terra nell'abitacolo.
.....
No comment....
A domani
 
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